Migliore Mola ad Acqua – Scelta, Recensioni e Opinioni

Stai cercando la migliore mola ad acqua? Leggi le mie recensioni, le mie opinioni e scopri la guida alla scelta.

Quando si tratta di dover realizzare delle affilature o delle sagomature fini, conviene sempre utilizzare una mola ad umido. Soltanto in questo modo è possibile compiere il lavoro senza surriscaldare la parte tagliente che stai affinando, ed è una fase essenziale per un motivo ben preciso: quando il metallo si riscalda, diventa di colore blu e si stempera, perdendo la propria resistenza in superficie. Le mole ad acqua servono proprio per evitare queste circostanze negative, e vengono spesso usate per affilare i coltelli, le sgorbie, le punte del trapano e molto altro ancora.

Caratteristiche della mola affilatrice ad acqua

Per prima cosa, sappi che generalmente le mole da banco di categoria elevata includono sia un disco che lavora ad acqua, sia un disco che lavora a secco. Esistono anche dei modelli che hanno un disco con rivestimento in cuoio, al posto della pietra a secco. Sono dunque in grado di andare incontro a qualsiasi esigenza dell’utente, offrendo di fatto due attrezzi in uno. In secondo luogo, ogni mola può possedere delle caratteristiche diverse, che riguardano ad esempio la potenza del motore e la grana dei dischi (di solito in quelle ad umido viene usata una grana K80). Altri elementi che possono variare da modello a modello sono il diametro del disco e il numero di giri al minuto.

L’alimentazione è quasi sempre a filo, e il cavo di solito è lungo un paio di metri: quanto basta per consentirti di lavorare ad una discreta distanza dalla presa elettrica. Potrai comunque utilizzare una prolunga, nel caso la lunghezza del filo non dovesse essere sufficiente. In genere la base dello strumento ha dei fori passanti, coperti con dei gommini: potrai togliere questi ultimi e utilizzare i fori per fissare la mola sul tuo banco da lavoro pieghevole o standard. Il consiglio è di farlo, per una questione di stabilità della macchina e per ridurre sensibilmente le vibrazioni. Se non la bloccherai, potrebbe infatti sbilanciarsi in direzione del disco con l’acqua, per una questione di peso.

Oltre alla macchina, nella confezione potresti trovare anche una protezione in plastica, utile per evitare problemi a causa delle scintille o dei detriti “saltati” durante la molatura. Passiamo ora alla struttura del cassetto che ospita la mola ad umido: si tratta di una vera e propria vasca, che dovrai riempire con acqua, e con un foro alla base chiuso da un tappo. Quando avrai finito di usarla, ti basterà togliere il tappo per consentire all’acqua di defluire senza dover capovolgere l’attrezzo. Per quanto concerne le funzioni, è presente un semplice pannello comandi con i pulsanti ON/OFF per avviare e spegnere la macchina.

Migliori mole affilatrici ad umido [RECENSIONI]

1. Tormek T4 Affilatrice ad Acqua 120 W

Costa quel che costa, ma la Tormek può essere considerata come una delle affilatrici ad acqua migliori nel settore delle macchine semiprofessionali. Ha una potenza da 120 W e un motore monofase, insieme ad un albero in acciaio inox. Si tratta di un apparecchio davvero robusto e molto stabile, cosa che conta parecchio quando si valutano elettroutensili di questa categoria.

  • Potenza: 120 watt
  • Mole: 2 (ad acqua e a cuoio)
  • Misura mola ad umido: 200 x 40 mm
  • Grana: 220

Il rumore prodotto è nei limiti, il peso si aggira sui 9 chilogrammi, e sono presenti due dischi: il primo è quello che lavora ad umido, mentre il secondo ospita una superficie in cuoio. Considera inoltre che nella confezione troverai anche il calibro per molare impostando l’angolazione con una precisione al grado. La potenza del motore è tale da non causare problemi di surriscaldamento, anche se eserciterai una discreta forza sulla pietra durante le operazioni di molatura.

Nota: se hai intenzione di portarti a casa una mola che è una bomba, ti consiglio di valutare la Tormek T8, con il suo potente motore da 200 watt.

Per quel che riguarda la durata, il motore della Tormek è in grado di lavorare ininterrottamente per 30 minuti, che sono anche troppi. Nel senso che la mola ad acqua per sgorbie in questione consente di finire qualsiasi lavoro in un tempo compreso fra i 10 e i 20 minuti. Quali sono gli altri dati da sottolineare? La ruota in cuoio misura 145 x 26 millimetri, mentre il disco ad umido 200 x 40 millimetri, ed ha una grana 220.

A mio avviso è davvero difficile trovare apparecchi così efficaci su questa fascia di prezzo, sebbene non sia economica. La molatura è eccezionale, i risultati sono garantiti e inoltre si tratta di una macchina che permette di concludere il lavoro piuttosto rapidamente. La sua qualità la rende adatta per affilare di tutto, compresi i coltelli giapponesi.

2. Triton 949257/TWSS10 Mola 120 W

Secondo me questo modello della Triton, come qualità, si avvicina molto ai prodotti della Tormek, e infatti il prezzo è tutto sommato simile. Ci troviamo di fronte ad un’affilatrice di grande affidabilità, con un motore da 120 watt e con il consueto sistema a doppia mola (una ad umido, l’altra con stringa di cuoio). La grana della pietra ad acqua corrisponde a 220, e il motore è a induzione, quindi garantisce la possibilità di lavorare nel lungo periodo senza temere il surriscaldamento.

  • Potenza: 120 watt
  • Mole: 2 (ad acqua e a cuoio)
  • Misura mola ad umido: 230 x 30 mm
  • Grana: 220

La rotazione della pietra, infatti, risulta sempre continua e questo ovviamente va a vantaggio della precisione durante l’affilatura. Nel pacco viene inclusa anche la guida angolare, e le prestazioni in termini di molatura sono eccellenti, tanto da produrre un risultato tagliente quanto i rasoi. Se si considera il suo costo, è raro trovare altre mole di questa qualità, un po’ come accade anche per i modelli della Tormek.

Per quanto concerne il centraggio dei dischi, pur non essendo perfetto la macchina produce pochissimo gioco assiale (si parla di pochi decimi di mm). Di conseguenza, questa è un’ottima notizia, visto che i modelli poco costosi posso produrre un gioco decisamente più ampio, fino a oltre 5 millimetri. Dalle sgorbie ai coltelli, passando per gli scalpelli, la Triton è in grado di affilare la qualsiasi.

Tornando al motore, sappi che è in grado di reggere fino a oltre 40 minuti di lavoro continuativo, e si tratta di un dato quasi da record. Per il resto, ha qualche difettuccio come il nastro in cuoio che tende a scollarsi, ma nulla che qualche goccia di colla non possa risolvere. In conclusione, pur non essendo perfetta, questa macchina della Triton compie alla grande il suo lavoro ed è una delle più affidabili in circolazione sul lungo periodo.

3. Fervi Combinata 0503 0.35 W 230 V

Passiamo ad un modello prettamente hobbistico, prodotto dalla Fervi e adatto in special modo per chi non cerca la perfezione assoluta. Non è una mola ad acqua professionale e lo si capisce subito guardando il prezzo, ma è comunque ottima per eseguire lavoretti di affilatura poco impegnativi. Monta un motore da 0,35 kW ed è una macchina combinata, di conseguenza ospita sia il disco ad umido, sia quello per la molatura classica a secco.

  • Potenza: 0,35 kW
  • Mole: 2 (ad acqua e a secco)
  • Misura mola ad umido: 200 x 40 mm
  • Grana: 80

La scocca esterna garantisce un’ottima robustezza nel lungo periodo, ma il motore può essere usato in modo continuativo fino ad un massimo di 10 minuti, per evitare che possa poi surriscaldarsi. Per quel che riguarda le dimensioni, il disco ad umido misura 200 x 40 x 20 millimetri, mentre quello a secco 150 x 20 x 12,7 millimetri. Quali sono le altre peculiarità da sottolineare? La grana della pietra ad acqua corrisponde a 80, ed è presente il piccolo scudo in plastica di sicurezza sulla mola a secco.

Passiamo alle prestazioni: si tratta di un apparecchio facilissimo da usare, tutto sommato leggero (10 chili circa), e dotato di una buona stabilità complessiva. Ci mette un po’ per portare a piena rotazione i dischi, ma è del tutto normale, non si surriscalda se si evita di superare la quota di 10 minuti, e nel complesso svolge egregiamente il suo lavoro. Ti ricordo che non è professionale, e lo si capisce anche dal fatto che la pietra ad umido non è perfettamente centrata, e quindi produce un po’ di gioco assiale.

Se non hai intenzione di spendere molto, e se sai come accontentarti, allora questa mola non ti deluderà.

4. FERM Mola ad Acqua Secco & Umido 250W

Ho deciso di chiudere le mie recensioni delle mole ad umido con un altro modello di fascia low cost, progettato per un utilizzo hobbistico e assolutamente non professionale. Si tratta di un apparecchio con un motore da 250 watt, e con struttura combinata: vuol dire che troverai sia la mola che gira nel cassetto da riempire con acqua, sia quella più rapida che lavora a secco.

  • Potenza: 250 watt
  • Mole: 2 (ad acqua e a secco)
  • Misura mola ad umido: 200 x 40 mm
  • Grana: 80

La grana corrisponde a G36 per il disco a secco e a G80 per quello ad umido. La scocca monta anche lo schermo per parare le scintille in plastica, e nel pacco troverai pure un paio di occhiali di sicurezza. Considera che è molto leggera e che ha un basamento piccolo: significa che soffre le vibrazioni e non è molto stabile, dunque conviene sempre fissarla ad un banco da lavoro, per eliminare questo problema.

Altri dati tecnici interessanti sono i seguenti: la ruota ad acqua va a 135 giri al minuto, mentre quella a secco arriva a 2.950 gir/min. Le misure delle pietre corrispondono a 200 x 40 mm (ad acqua) e a 150 x 20 mm (a secco). È chiaro che le prestazioni sono buone se non si pretende la luna, dunque se non hai l’esigenza di ottenere un’affilatura molto tagliente.

Di contro, fa il suo lavoro sia con gli scalpelli che con le sgorbie, e il sistema ad acqua ovviamente permette di preservare la tempra dell’acciaio degli utensili. Nonostante sia poco costosa, consente di ottenere risultati dignitosi in poco tempo e con poche passate, sempre se non si ricerca la perfezione.

Come scegliere una mola affilacoltelli ad acqua

1. Potenza del motore

Per affilare materiali duri come il metallo, una moletta ad acqua dovrebbe possedere un motore con una potenza elevata. Di solito ci si muove intorno ai 250 watt, ma ci sono anche dei modelli con un wattaggio leggermente inferiore, ma comunque efficaci. Va da sé che più la potenza è alta, più i dischi delle mole riusciranno a lavorare in maniera migliore, mantenendo una rotazione continua. Se la potenza è bassa, durante la pressione effettuata con il pezzo da affilare potrebbero bloccarsi, rovinando il lavoro. Se invece sei orientato verso l’acquisto di una mola ad acqua realmente professionale, personalmente ti consiglio di non scendere mai al di sotto dei 400 watt di potenza.

Considera che la potenza del motore è un valore utile anche se devi usare la mola in modo più o meno continuativo. I motorini poco potenti tendono infatti a surriscaldarsi dopo pochi minuti, quindi richiedono una pausa fra una sessione di lavoro e l’altra. Le molatrici professionali, invece, sono capaci di tirare avanti per tantissimo tempo, come tori instancabili, e di conseguenza possono essere utilizzate senza temere che il motore possa surriscaldarsi e dunque danneggiarsi.

2. Diametro e grana dei dischi

Come ti ho anticipato ad inizio guida, in genere i dischi ad umido hanno una grana K80, mentre il diametro e le dimensioni sono superiori rispetto ai dischi che lavorano a secco. Dalle dimensioni dipende anche la durata della mola nel lungo periodo, e la sua capacità di affilare metalli ad una potenza superiore. In sintesi, più il wattaggio della macchina è alto, più il disco dovrebbe avere delle misure maggiori. Se si parla delle dimensioni, solitamente i dischi ad umido misurano 200 x 20 x 40 millimetri. Il diametro da 200 millimetri è caldamente consigliato per molare ad umido con motori di una discreta potenza.

3. Numero di giri al minuto

Una mola ad acqua per sgorbie compie sempre un certo numero di giri al minuto, che di solito si attesta intorno ai 128 gir/min, per via della presenza di un apposito riduttore. Ricorda sempre che il disco non deve affatto andare alla velocità della luce, dato che per l’affilatura la lentezza rappresenta un pregio e non un difetto. La mola quando va piano, fra le altre cose, evita di surriscaldarsi e questo va a vantaggio delle affilature. La presenza dell’acqua, poi, migliora ancor di più questo punto a favore, ed è bene sottolinearlo ancora una volta. La mola a secco, invece, può raggiungere velocità molto elevate, superiori ai 2000 giri al minuto. Ecco spiegato perché spesso è proprio lei a provocare il surriscaldamento del motore nei modelli hobbistici.

4. Disco e gioco assiale

Faccio una premessa: una mola ad acqua professionale non produce mai nessun gioco assiale. In sintesi, monta un disco che non si muove né oscilla durante la rotazione, ed è fondamentale per consentirti di affilare coltelli e sgorbie con il massimo della precisione. Per rendertene conto ti basta fare un test: appoggia la punta di un utensile in metallo sul disco e vedi se la pietra lo “colpisce” in modo continuativo (come dovrebbe essere) o a fasi alterne. Purtroppo nelle mole ad acqua di fascia bassa o media questo difetto deve essere sempre messo in conto: se si rimane entro 2,5 millimetri di gioco assiale, la cosa è più che accettabile.

5. Vasca per l’acqua

La vasca della mola potrebbe essere costruita in materiali diversi, dalla plastica dura fino ad arrivare all’acciaio inox, dipendentemente dalla qualità dell’affilatrice ad acqua. Sulla scocca c’è un’icona che indica il punto di massimo riempimento, da non superare. Come ti ho già spiegato, c’è anche un tappo che potrai togliere per svuotare la vasca senza per questo dover capovolgere l’apparecchio, o faticare. Vorrei darti un consiglio: la vasca deve essere sempre svuotata dopo l’uso, perché se lascerai il disco ammollo quest’ultimo potrebbe deformarsi o gonfiarsi e causare gravi danni all’apparecchio.

Torniamo ai materiali della vasca, che richiedono un approfondimento. La plastica è quasi sempre presente negli apparecchi economici: non è molto stabile, dunque non è ideale come riferimento per appoggiare gli utensili da affilare, perché le vibrazioni la faranno muovere e quindi la precisione dell’affilatura non sarà eccezionale. Discorso diverso per le vasche in acciaio inox, decisamente più robuste e stabili, dunque più utili per poggiare il pezzo da molare senza farlo sballonzolare su e giù.

6. Affilatura e prestazioni

Una mola ad acqua per sgorbie e scalpelli ha sempre uno spessore più elevato, che si aggira intorno ai 4 centimetri. Si tratta di un elemento importantissimo, perché questa misura è ottima per affilare il bisello della lama di una sgorbia. Inoltre, ti ricordo che essendo ad umido la pietra non riscalderà il metallo, quindi non andrà a rovinare la tempra dell’utensile. Il sistema che permette al disco di non surriscaldare la lama è semplice da spiegare: grazie alla rotazione, la pietra solleva letteralmente l’acqua che si trova dentro la vasca, creando una sorta di pellicola nella zona superiore (cioè quella che userai per affilare coltelli, scalpelli, sgorbie, lime e via discorrendo).

Per quel che riguarda le prestazioni, una mola ad umido resta pur sempre una mola, dunque il risultato è garantito. Naturalmente ciò che fa la differenza è la stabilità della macchina, l’assenza di gioco assiale e la potenza del motore. Questa combinazione ti consentirà di affilare e di molare qualsiasi oggetto in metallo, ottenendo un risultato di ottimo livello. Se il motore è scarso, il disco si bloccherà non appena effettuerai una certa pressione, oppure la macchina si surriscalderà. Se il gioco è eccessivo, invece, non riuscirai ad ottenere una molatura precisa. Se la macchina è instabile, tanto vale non utilizzarla, visto che lavorare di fino sarà praticamente impossibile.

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Ultimo aggiornamento 2021-12-04 at 08:25 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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