Migliore Maschera Antipolvere – Scelta, Recensioni e Opinioni

Stai cercando la migliore maschera antipolvere per legno e non solo? Leggi le recensioni e scopri la guida alla scelta.

Gli appassionati di fai da te sono sempre molto attenti al fattore sicurezza ma, come spesso accade, i pericoli peggiori sono quelli “invisibili”. La polvere di legno e la segatura possono diventare estremamente pericolose per l’organismo umano, soprattutto quando vengono respirate per anni e anni.

Gli effetti negativi non sono immediati ma possono palesarsi dopo diverso tempo, e con gravi conseguenze a livello di salute, ovvero malattie croniche non curabili. Di conseguenza, utilizzare le maschere antipolvere può letteralmente salvare la vita.

Perché usare la maschera antipolvere per legno

Semplicemente per impedire alle particelle volatili del legno di finire dentro al nostro naso, e di conseguenza di essere assorbite dal nostro organismo. Le polveri prodotte dal legno durante operazioni come la fresatura, giusto per fare un esempio, sono molto sottili e possono essere paragonate ai PM10 che si trovano nell’aria cittadina (smog).

In secondo luogo, chi ama lavorare il legno duro dovrà fare il doppio dell’attenzione, in quanto le particelle prodotte sono ancor più sottili del normale. Diversi studi scientifici, come sottolineato dall’INAIL, confermano che la polvere di legno duro è cancerogena: questo per far capire quali e quanti rischi si corrono nel respirarla.

Per questo motivo, anche se le maschere non sono esattamente il top della comodità, risultano comunque essenziali per questioni di salute e di benessere. A mio avviso dovrebbero essere usate sempre, sia quando si leviga sia quando si fresa, quando si fora il legno o durante le operazioni di tornitura. Lo stesso discorso vale ovviamente per il ferro.

Sarebbe il caso di indossarle durante tutto il tempo trascorso il laboratorio, perché la polvere e la segatura rimangono in sospensione nell’aria, anche quando finiamo di lavorare il legno, e ci restano per ore.

Tipologie di maschere antipolvere

Esistono delle normative internazionali (UNI-EN) in merito alla sicurezza sul posto di lavoro che, tramite una serie di certificazioni, definiscono il grado di sicurezza di una maschera. Di contro, chi come noi lavora nel proprio laboratorio di fai da te, non è ovviamente tenuto ad attenersi a queste direttive.

Possono però diventare delle linee guida molto utili da seguire, anche per informarsi con completezza su un tema che – come avrai capito – è molto importante oltre che sensibile. In linee generali, possiamo distinguere 3 grandi categorie di maschere antipolvere, e si tratta delle seguenti.

1. Mascherina antipolvere FFP

Noti anche come filtranti facciali, oggi tutti noi (purtroppo) conosciamo le mascherine di protezione FFP. Le maschere di questo tipo offrono il livello di protezione più basso, ma ovviamente ci sono diversi gradi di sicurezza.

Le classi sono essenzialmente 3: la FFP1, la FFP2 e la FFP3. Sono tutte quante mono-uso, e alle volte possono integrare una piccola valvola per facilitare la respirazione. Inoltre, i vari modelli possono essere rigidi o morbidi e pieghevoli, ma di sicuro sai già di cosa parlo. Per quel che riguarda la polvere, sappi che la valvola (se presente) non agisce come filtro e dunque non rende questi modelli migliori delle mascherine senza valvola.

Prima di andare avanti, vorrei spiegarti cosa significa FFP: FF sta per “filtrante facciale”, mentre la P sta per “polvere”, e il numero indica il grado di protezione.

  • Classe FFP1: protegge dal 72% delle polveri sottili.
  • Classe FFP2: protegge dal 92% delle polveri sottili.
  • Classe FFP3: protegge dal 98% delle polveri sottili.

Ti ricordo che questi dispositivi sono monouso e dunque vanno gettati dopo un singolo utilizzo. Per quanto concerne la durata, in genere si consiglia di smaltirli dopo 8 ore circa, o quando la respirazione inizia a diventare difficoltosa. Esistono delle mascherine antipolvere riutilizzabili? Sì, e si tratta di quelle in tessuto con una tasca interna, all’interno della quale viene sistemato un filtro a carbone sostituibile. In tal caso sarà il filtro a dover essere rimpiazzato dopo ogni utilizzo, mentre la mascherina no, essendo lavabile.

Se hai intenzione di usare una mascherina, personalmente ti consiglio di usare una FFP3 e di sceglierla a norma, dunque con il marchio EN149. La sigla NR, invece, indica il fatto che quella maschera antipolvere non è riutilizzabile, mentre la sigla R sta per “riutilizzabile”.

2. Maschera antipolvere semifacciale

Nota anche come semimaschera, questo prodotto è realizzato in plastica e viene chiamato così per via del fatto che copre il viso soltanto parzialmente, schermando le vie respiratorie (naso e bocca). Si tratta di un modello dotato di filtri, quasi sempre intercambiabili, il che ti dà la possibilità di montare anche dei filtraggi più avanzati, mantenendo però la stessa maschera.

A tal proposito è importante trattare la questione dei filtri. Nelle maschere per la polvere è presente l’etichetta P seguita da un numero, che indica il grado di protezione dalle particelle sottili.

  • Etichetta P: protezione dalla polvere
  • Etichetta A: protezione da vapori organici (vernici)
  • Etichetta B: protezione da gas inorganici (come il cloro)
  • Etichetta E: protezione da gas acidi
  • Etichetta K: protezione da ammoniaca
  • Etichetta HG: protezione da mercurio
  • Etichetta CO: protezione da monossido di carbonio
  • Etichetta NO: protezione da gas nitrosi e ozono

Considera che in alcuni casi potresti trovare anche dei filtri combinati, con una doppia protezione, ad esempio gli A2 P3 R (quelle che uso io). In tal caso la maschera semifacciale sarà in grado di proteggere le vie respiratorie dalle vernici (A2), dalla polvere (P3) e sarà riutilizzabile (R). A mio avviso le maschere semifacciali sono le più indicate per il fai da te, perché sono più robuste e tendono a durare molto di più, per ovvi motivi.

Sono anche più comode rispetto alle mascherine classiche, soprattutto se devi indossarle per lunghi periodi.

3. Maschere antipolvere pienofacciali

Sono le più complete e professionali in assoluto, e si chiamano così perché coprono interamente il viso, essendo dotate anche di vetro. Si tratta di una soluzione “all-inclusive”, in quanto la presenza del vetro di sicurezza ci consente di fare a meno degli occhiali di protezione (altro DPI che andrebbe sempre indossato). Inoltre, se indossi gli occhiali da vista, le maschere pienofacciali sono quasi indispensabili, per un fattore di comodità.

Se pensi che la maschera pienofacciale possa risultare eccessiva per i lavori con il legno, sappi che non è così. Avere un grado di protezione così elevato consente anche di lavorare con più tranquillità e con maggiore comfort. La presenza del sistema a doppio filtraggio, poi, aumenta ancor di più le performance in fase di purificazione dell’aria. Inoltre, se ami lavorare altri materiali come il metallo, o se ti dedichi al giardinaggio, questa maschera di farà comodo anche quando spruzzi il diserbante in giardino.

Inoltre, le maschere pienofacciali hanno un altro vantaggio importante: aderiscono meglio al viso rispetto a quelle semifacciali, e di conseguenza abbattono i rischi che possano crearsi degli spifferi e delle vie di ingresso per le polveri e le altre sostanze pericolose. Infine, sono facilissime da pulire, dato che ti basta smontare i filtri a baionetta.

Migliori maschere antipolvere per legno [RECENSIONI]

1. HOLULO Maschera Antipolvere Pienofacciale CE

Ho deciso di iniziare da questa maschera antipolvere per legno di tipologia pienofacciale, dunque con una struttura completa che protegge sia gli occhi, sia le vie respiratorie. È disponibile in due colori (blu e marrone), e ha una caratteristica che la rende perfetta per un utilizzo nei laboratori di hobbistica: la presenza del doppio filtro.

Questo consente infatti di aumentare la qualità della purificazione dell’aria al passaggio tra i filtri bloccanti, e si tratta ovviamente di una notizia ottima. È regolarmente certificata CE (EN 14593-1), è adatta anche per le vernici, non si appanna ed è piuttosto comoda da indossare. Non pesa molto è soprattutto garantisce un livello di aderenza al viso ottimale, il che permette di lavorare senza avvertire troppi fastidi.

Il vetro di protezione la rende adatta anche per le operazioni di saldatura, mentre il sistema di filtraggio avanzato consente di bloccare anche le particelle tossiche diffuse durante l’utilizzo dei diserbanti nel giardinaggio. In sintesi, è ideale per bloccare qualsiasi forma di vapore molesta e nociva. Il vetro offre inoltre un campo visivo molto ampio, così da non limitarci durante i lavori, e la resistenza nel tempo è di ottimo livello.

Per quel che riguarda i materiali, questa maschera antipolvere è stata realizzata con elementi siliconici, semplicissimi da pulire e morbidi. È compatibile con i filtri 3M, e riesce a proteggere in modo realmente efficace le vie respiratorie, anche se lavori con il legno duro. Naturalmente ti consiglio di fissarla bene e di stringerla, per evitare possibili “spifferi”.

2. 3M 6800M Maschera a Pieno Facciale (Senza Filtri)

Ecco un altro prodotto di livello semi-professionale, di tipologia pienofacciale e con un sistema a doppia filtrazione, che migliora le performance in sede di purificazione. Sappi però che la confezione non include i due filtri, che dovrai acquistare a parte, aggiungendo una spesa di 20 euro circa.

Il costo è medio, nel senso che le maschere pienofacciali di tipo professionale possono superare anche i 300 euro, quindi a mio avviso non si tratta di un prodotto caro. Quali sono le sue caratteristiche? È ovviamente riutilizzabile, può essere pulita e lavata senza problemi, e offre un grado di protezione eccezionale contro le polveri sottili (comprese quelle prodotte dal legno duro).

La struttura è realizzata in policarbonato e silicone, ma ti consiglio di fare attenzione alle misure, perché è piuttosto aderente e stretta. La visiera protegge anche gli occhi, aderisce bene al volto ed è piuttosto leggera e comoda da indossare. Soprattutto è ottima (anzi, indispensabile) per chi deve lavorare indossando gli occhiali da vista. In secondo luogo, ha i classici attacchi dei filtri a baionetta, monta 4 cinghie regolabili e una visiera robusta e anti-graffio in policarbonato.

Nota: qui di seguito trovi i link per acquistare i due filtri con attacco a baionetta e le rispettive coperture.

È sicura al 100%, certificata, non causa allergie e il marchio (3M) è una garanzia di assoluta qualità. È ideale anche per chi lavora a stretto contatto con vapori ed esalazioni tossiche, non si appanna nemmeno dopo molte ore di lavoro, e offre un grado di produzione eccellente contro i particolati volatili. A mio avviso al momento è davvero difficile trovare delle maschere semi-professionali di questo livello, anche per un utilizzo con prodotti chimici come le vernici e i diserbanti.

3. Facemoon Pienofacciale Filtri in Cotone Sostituibili

Non è la migliore in circolazione, nel settore delle pienofacciali, ma è comunque migliore rispetto ad una maschera semi-facciale. Si tratta in sintesi di un’alternativa economica alle maschere antipolvere recensite poco sopra, dato che ha un costo piuttosto basso. Ha un grado di protezione ideale per le polveri di legno morbido e duro, ed è utilizzabile anche per bloccare le esalazioni tossiche di vernici, diserbanti e altri prodotti chimici.

Il kit include già i filtri e i copri-filtri, ha una buona vestibilità e risulta piuttosto comoda da indossare. In secondo luogo, questa maschera antipolvere per legno può essere ovviamente lavata e igienizzata, e la protezione per gli occhi la rende ideale anche per chi si occupa di saldature. Anche i materiali sono di buona qualità, in silicone e in plastica, sebbene la durata nel tempo non sia paragonabile ai prodotti di fascia medio-alta.

Ad ogni modo, il suo costo davvero basso giustifica quei pochi limiti che la maschera possiede. Quali sono le altre qualità da sottolineare? La valvola di sfiato impedisce alla maschera di appannarsi, ma ricordati di fissarla bene sul viso. Infine, al pari delle altre, monta delle fascette che ti consentono di regolarla come desideri.

4. GVS SPR501 Elipse P3 Semimaschera con Filtri P3

Ecco una maschera antipolvere modello semi-maschera, quindi adatta soltanto per la protezione delle vie respiratorie. È perfetta per un utilizzo occasionale, quindi per chi si occupa di fai da te senza grosse pretese, ed è ovviamente molto economica. Si tratta comunque di un modello con sistema a doppia filtrazione P3, dunque progettata proprio per la filtrazione delle polveri sottili.

Considera che non conviene utilizzarla per schermare le vie respiratorie dal gas o da esalazioni tossiche come quelle delle vernici, dato che è ideata soprattutto per un utilizzo con il legno. È chiaro poi che conviene sempre aggiungere un altro grado di protezione, acquistando e indossando gli occhialini. È molto comoda da indossare, e aderisce bene al volto, per via della plastica flessibile con elastomeri.

È talmente leggera che potrai indossarla anche per molte ore di fila: il tempo di farci l’abitudine, e ti dimenticherai di averla. I filtri hanno una durata elevata e all’occorrenza possono essere sostituiti, e si tratta di un prodotto testato e certificato (EN143: 2000+A1: 2006, CE 2797). Sappi che nel settore delle semi-maschere la presenza della certificazione è un “lusso”, dato che spesso i prodotti cinesi non l’hanno, soprattutto se si va al risparmio.

Con la GSV non si corre questo rischio, visto che ci troviamo di fronte ad un’azienda del Regno Unito. In conclusione, si tratta di un modello ottimo se desideri evitare di spendere le cifre di una maschera semi-professionale e pienofacciale.

Come si usa una maschera per la polvere?

La maschera antipolvere per legno e per altri materiali viene considerata un DPI a tutti gli effetti (dispositivo di protezione individuale). Di conseguenza, quando la si usa in ambito lavorativo, è sempre necessario seguire dei corsi di formazione per capire come sfruttarla nel modo corretto.

È chiaro che nei nostri laboratori domestici nessuno ci obbliga ad informarci, ma è altrettanto ovvio che sapere come si usa non farà altro che bene alla nostra salute e alla nostra sicurezza. Questo perché usarle nel modo scorretto equivarrà a non indossarle.

Il mio consiglio è di indossarla e soffiare: se la maschera tenderà ad uscire, “gonfiandosi”, vuol dire che è stata indossata correttamente, in quanto non saranno presenti spifferi e dunque potenziali vie di ingresso per la polvere. Se invece non si gonfia, dovrà essere regolata e indossata meglio, per chiudere questi possibili spifferi. Ricordati inoltre che la maschera conviene tenerla anche dopo che hai finito di lavorare il legno, perché le polveri non spariscono per magia, ma restano in circolo nell’aria per diverse ore.

Io di solito la indosso per tutto il tempo che passo in laboratorio, dopo aver lavorato il legno, e la tolgo soltanto quando esco all’aria aperta. Sappi anche che la maschera tende a bagnarsi per via del sudore e della condensa, quindi deve essere asciugata, e conviene sempre lasciarla svaporare all’aria aperta.

Se la conserverai ancora bagnata, l’umidità potrebbe creare l’habitat ideale per lo sviluppo di muffe, pericolose per le vie respiratorie tanto quanto la polvere sottile. Di tanto in tanto ti consiglio anche di lavarle e di disinfettarle sia dentro che fuori, per aggiungere un ulteriore livello di tranquillità.

Quando si devono cambiare i filtri?

Purtroppo è molto difficile stabilire dopo quanto tempo bisogna cambiare i filtri, perché la loro durata dipende dall’uso che farai della maschera antipolvere e dalla quantità di particelle in sospensione nell’ambiente. Personalmente consiglio sempre di informarsi leggendo il manuale di istruzioni e di usare un pizzico di furbizia e di buon senso: se il filtro è palesemente sporco, se dentro la maschera si avverte l’odore della segatura, o se si fatica a respirare… meglio cambiarli quanto prima.

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crediti immagine: edcmag.com/best-dust-masks-for-woodworking/

Ultimo aggiornamento 2022-01-25 at 15:10 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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